This link has been bookmarked by 1 people . It was first bookmarked on 23 Jun 2008, by zettel klotz.
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23 Jun 08
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l'importanza del dispositivo di lettura, l'attività del lettore, gli effetti della non-linearità, il posto centrale del narratario, il primato della dimensione spaziale sulla dimensione temporale.
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Nel caso dell'ipertesto, le operazioni richieste possono essere molto più complesse, e due lettori non leggeranno forse mai lo stesso testo. Per caratterizzare questa letteratura, vorrei riprendere la definizione di letteratura ergodica (ergon: lavoro, in greco), che Espen Aarseth2 trae dal campo della matematica, segnalando che questa letteratura non si limita agli ipertesti stricto sensu, ma comprende anche i generatori di testi e la poesia animata, dal momento che questi fanno ricorso, in un modo o in un altro, all'attività di un interattore.
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aprire un dialogo con lui.
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'avvertenza al lettore.
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talo Calvino che ha spinto al limite questo procedimento, in Se una notte d'inverno un viaggiatore;
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V. Tempo e spazio
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la moltiplicazione delle linee narrative e il posto centrale del narratario, contribuiscono a confondere i riferimenti temporali della fiction, a vantaggio di uno sviluppo spettacolare della sua dimensione spaziale.
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temporale
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occorre innanzitutto distinguere tra fiction multilineari e non-lineari.
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temporalità è fortemente correlata alla linearità. Certo, come ha osservato Gérard Genette,26 è necessario distinguere il tempo della storia dal tempo del racconto. Nel Discours du récit egli mette in evidenza i diversi procedimenti (analessi, prolessi ecc.) attraverso i quali il tempo del racconto e il tempo della storia possono essere sfalsati l'uno rispetto all'altro.
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Il problema è che questi sfasamenti, in cui consiste in gran parte l'arte del racconto lineare, non resistono alla struttura ipertestuale. Infatti, al di fuori delle fiction multilineari, l'ordine nel quale vengono letti i frammenti di una storia è sottoposto alle scelte del lettore e non è quindi prevedibile dall'autore. Per questo motivo, l'ipertesto tende a favorire una forma di «acronia», considerata da Genette come un modo di situare gli avvenimenti riportati non in relazione ad una storia cronologicamente ordinata, anche a costo di trasformarla, ma ad uno spazio geografico.
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Recherche
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Combray
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L'azione si svolge al presente, ma i ritorni al passato avvengono a partire dagli incontri con personaggi o oggetti che gli restituiscono una parte della memoria svanita. Così il passato si ricompone come un mosaico, in ordine sparso, se non indifferente, come se i frammenti di una storia riapparissero in superficie.
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Come si può vedere, la frammentazione temporale porta ad una maggiore pregnanza dello spazio nel racconto. La maggior parte delle fictions interattive si svolge in luoghi chiusi: un castello, un'isola, una foresta, un treno in movimento, ecc. Ciò dipende principalmente da due ragioni: i limiti dell'intelligenza artificiale delle macchine e la natura del supporto informatico. Quello che le macchine, in quanto dispositivi della fiction interattiva, sanno forse fare meglio, è interpretare le decisioni dell'interagente in termini di spostamento nello spazio: girare a sinistra, a destra, prendere un oggetto, ecc. Difficilmente riescono ad andare oltre: ecco perché sono perfette nel gioco degli scacchi.
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La lettura su carta
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Da questo ribaltamento della prospettiva consegue che lo scrittore non è più l'autore di un'opera, ma del dispositivo che la genera. Pochi autori sono pronti ad abbandonare la funzione autoriale, come testimonia, ad esempio, la reticenza di Jacques Roubaud,30 che, nonostante le sue velleità, non è ancora passato all'ipertesto.
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