Ma Verga, soprattutto, scrive nel 1882 una novella come Libertà, dedicata ai fatti avvenuti realmente a Bronte nell’estate del 1860, quando la popolazione, pensando di anticipare degnamente l’arrivo di Garibaldi da poco sbarcato in Sicilia, si solleva contro i ricchi e “i cappelli”, uccide tutti coloro che considera degli oppressori, sfoga, in un «carnevale furibondo», la rabbia a lungo repressa, finché un generale di Garibaldi (Nino Bixio) giunge nel paese siciliano, fucila i primi quattro rivoltosi che gli capitano sotto tiro e imprigiona tutti gli altri responsabili della rivoluzione, che finiranno la loro vita in carcere