Ma, forse, il web 2.0 non è altro che la presa di coscienza di massa della realtà del web, il web sociale: tutto questo si può vedere come un modo di accedere al dialogo, inteso come mezzo per la trasmissione dell'informazione (che nella storia è stato tutto: tribù, bassorilievo, incunabolo, libro, radio, parola susurata al vento), nella sua accezione più alta, o forse solo più attuale, di mezzo di comunicazione interattiva omni direzionale, pervasivo, assoluto e infinito. Web come istanza del mondo reale, semplice evoluzione del dialogo e quindi dell'uomo, della società, il web è il suo contenuto e il contenuto del web è il dialogo, l'essenza dell'uomo, il primo mattone della società.
Il punto d'arrivo di una lenta evoluzione della stessa pulsione, tensione verso la diffusione dell'informazione, del dialogo, della conoscenza:l'unica evoluzione del web è sociale, attraversa la nostra consapevolezza in ogni giorno della nostra vita, pulsa nella società, pervade ogni istante della nostra vita. E' la rottura dell'establishement, più forte delle rivoluzioni, più veloce dei movimenti di massa, perché ha abbattuto le barriere, i vincoli dell'unità di tempo e spazio (pensate al mal di testa di Aristotele oggi...), portando l'uomo al primo stadio di evoluzione non più legato alla crescita biologica, ma alla consapevolezza della differenza sociale. Forse non esitste più il Sapiens Sapiens, ma qualcosa di nuovo.