Smaltire i pranzi delle feste e sentirsi felici
Un paio di premesse: 1) tra pranzi, cenoni, feste, panettoni, torroni, pandori e schifezze varie se non serve a tutti una dieta dimagrante ne serve almeno una disintossicante e purificante; 2) dopo bagordi e qualche delusione tutti vorremmo iniziare l'anno sentendoci meglio soprattutto con noi stessi e facendo qualcosa di buono. La soluzione c'e' e e' la classica situazione in cui si puo' parlare di due piccioni con una fava. Il 4 gennaio infatti Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia hanno annunciato che cominceranno uno sciopero della fame a oltranza finche' le istituzioni italiane non interverranno "per abbattere un muro di pregiudizio e discriminazione impensabile alle porte del 2010, impensabile soprattutto se viene considerato in un contesto europeo che da anni lo ha abbattuto". Proprio cosi' Manuel e Francesco digiuneranno per chiedere al Parlamento e alle Istituzioni di riconoscere il loro diritto a sposarsi. I due ragazzi hanno avviato piu' che seriamente una serie di iniziative dopo aver chiesto al sindaco di Savona le pubblicazioni di nozze in comune: hanno fondato un movimento (Gay Italiani), scritto al Presidente della Repubblica, avviato petizioni e azioni civili, invocato l'aiuto del Parlamento europeo e chiesto l'aiuto a chiunque per poter arrivare finalmente al riconoscimento del loro diritto a formare una famiglia anche davanti alla legge italiana.
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Il vecchio che casca e la seminarista sfranta
Tanto per festeggiare la notte di natale tale italosvizzera psicolabile ha pensato bene di riprovare a gettarsi sul Papa vestito in pompa magna riuscendo stavolta a farlo rovinare a terra con tutti i paramenti. Le immagini hanno ovviamente fatto il giro del mondo e i commenti si sono sprecati. Dall'attentato al sacro alla esplicita presa per i fondelli di un vecchio con un abito dorato, si, ma troppo lungo e pesante. Su FaceBook, ultimo ricettacolo di ogni male secondo il nostro Governo, sono ovviamente partite le battute, i gruppi, gli sberleffi. A margine di tutto questo in parecchi si sono accorti dell'esistenza in uno dei video di un pretino non troppo virile e della sua reazione a quanto stava avvenendo. Partiti anche per lui battute e gruppi che in poche ore lo hanno trasformato nella star di fine anno: la seminarista sfranta.
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A quanto pare il gaydar esiste
Ogni omosessuale che si rispetti, e che abbia un minimo di vita sociale, sa di cosa si sta parlando se sente nominare il gaydar. Per tutti gli altri basti sapere che e' comunemente ritenuto quella sorta di radar che permette, soprattutto ai gay, di riconoscere se la persona che sia ha davanti e' o meno gay a sua volta. Una ricerca della facolta' di psicologia sociale dell'universita' di Tufts, in Massachusetts, ha tentato di capire se esiste davvero il gaydar e con quale velocita' sia possibile per un gay riconoscere l'orientamento sessuale della persona che ha davanti. Nalini Ambady ha quindi mostrato ad un gruppo di studenti delle foto (in cui capelli e vestiti erano stati tagliati per non aiutare nell'interpretazione) di novanta uomini diversi per meta' gay e per l'altra meta' etero. Tutte foto trovate in internet su siti di incontri e su facebook. La domanda per gli studenti era ovviamente se secondo loro il ritratto che stavano guardando fosse gay o meno, tempo per dare una risposta: 10 secondi.
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Napul'e'
Sono anni che si parla di un Pride nazionale stabilmente nella Capitale. Ogni volta c'e' chi, contrario, rivendica il ruolo delle associazioni locali delocalizzate rispetto a Roma e della valenza del Pride nelle province e chi, favorevole, ricorda che se la manifestazione e' politica e di rivendicazioni "governative" allora non ha senso farla dove il Governo e il Parlamento non ci sono. Anche quest'anno c'e' stata la stessa discussione, le stesse rivendicazioni, le stesse motivazioni per una o l'altra corrente. Alla fine ha vinto Napoli e di nuovo ha perso Roma. Alla riunione del movimento che si e' tenuta ieri a Roma si e' deciso, come da piu' parti era dato per scontato, che il Pride Nazionale 2010 si terra' nella citta' partenopea a giugno, dopo il Pride "locale" di Roma. Sicuramente nella scelta della location decentrata da Roma ha giocato un ruolo non marginale la vicenda del Mario Mieli, della doppia tornata elettiva, di tre presidenti in un mese e delle risposte pubbliche tutt'altro che "di apertura" della ex/neo presidente Rossana Praitano.
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Siamo ufficialmente piu' indietro della Slovenia
Quanti Stati dovranno ancora surclassarci in materia di diritti di cittadinanza perche' qualcuno in Italia si renda conto che qualcosa in merito al riconoscimento e all'ufficializzazione della coppie omosessuali si deve fare? Soltanto nelle ultime settimane, tra mediazioni e mezze conquiste, l'Austria e il Portogallo hanno preso serie iniziative sulle unioni tra persone dello stesso sesso e ora anche la Slovenia, considerata dall'italiano medio alla stregua di un Paese sottosviluppato da prendere in considerazione giusto per le vacanze estive, apre alle unioni gay e lesbiche riconoscendo alle famiglie composte da due uomini o due donne lo status di "unione familiare" con tanto di diritti adottivi e di filiazione. Il governo sloveno ha infatti sottoposto al parlamento una proposta di legge sulla riforma del diritto di famiglia che definisce proprio ''unione familiare'' le convivenze registrate di coppie omosessuali e riconosce loro il diritto all'adozione dei bambini: "Non intendiamo creare nuove forme di famiglia, ma riconoscere quello che nella realta' gia' esiste e la famiglia tradizionale godra' anche in futuro del pieno appoggio e della protezione dello Stato".
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Estensione delle coperture assicurative
I giudici milanesi hanno dato ragione ad un impiegato di banca che aveva denunciato un atteggiamento discriminatorio da parte della Cassa Mutua nazionale delle BCC. Secondo l'assicurazione dei bancari, infatti, l'uomo non aveva diritto all'estensione dei diritti assicurativi previsti a favore delle coppie in quanto la sua era una convivenza omosessuale e non eterosessuale. L'uomo aveva querelato la Cassa Mutua proprio perche' questa aveva negato il diritto di dare copertura assicurativa al suo compagno preferendo restituire il contributo gia' versato dall'uomo piuttosto che concedere la copertura. Il tribunale milanese, con sentenza n. 3113 del 15 dicembre, ha decisamente censurato la scelta della societa' affermando che e' necessario interpretare estensivamente l'espressione "convivenza more uxorio" dei termini previsti dal contratto. Secondo al Cassa Mutua, infatti, la definizione sarebbe quella di "matrimonio non registrato" mentre, giustamente, i giudici meneghini hanno sottolineato come per "more uxorio" si intenda una "unione" non formalizzata e quindi non necessariamente eterosessuale.
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Dieci film sull'omofobia in TV
Dieci film e videoclip per combattere l'omofobia in programma alla televisione israeliana. Si chiama "Cut Homophobia" la campagna di film ideata da Idan Sagiv Richter e Yair Hochner convinti che uno dei grandi poteri del cinema sia proprio quello di poter cambiare la societa': "lo spirito di questa campagna e' di esprimere un segnale forte e chiaro attraverso l'arte". Se Israele vuole essere allo stesso livello degli altri paesi sviluppati deve riconoscere lesbiche, gay e trans come fa con le altre comunita' e in tutti i settori. Deve ritenerli al pari di tutti gli altri cittadini e cambiare le leggi su matrimonio e adozione per riconoscere i diritti fondamentali di ogni individuo ad avere una famiglia e promuovere l'uguaglianza. Prima tappa del progetto e' stata la diffusione di trenta clips, a partire da meta' ottobre, alla cinemateca di Tel-Aviv dove sono intervenuti diversi membri del Parlamento, diplomatici e rappresentanti dell'industria televisiva e cinematografica. A due mesi di distanza quegli stessi contenuti approdano sul piccolo schermo e gli israeliani potranno vedere i dieci film selezionati contro l'omofobia. I cortometraggi in programma sono stati realizzati da membri della comunita' GLBT in reazione all'omicidio di due persone a Tel-Aviv in agosto:
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Non cedono ai ricatti
Washington si appresta a diventare il sesto stato americano a riconoscere le nozze tra persone dello stesso sesso. A quanto pare i ricatti dell'arcidiocesi che minacciava di sospendere i servizi cittadini per i meno abbienti in caso di approvazione non sono serviti per convincere i consiglieri comunali a non riconoscere un diritto ai cittadini della Capitale degli USA. Con undici voti su tredici disponibili il consiglio ha infatti deciso per il riconoscimento del diritto a contrarre matrimonio per gay e lesbiche. Ora la decisone passa al Congresso che ha l'ultima parola sulle norme della capitale. Il sindaco di Washington ha gia' avvertito che firmera' la legge qualora venisse approvata dal Congresso che ha 30 giorni per esprimersi in merito, altrimenti il provvedimento si considerera' approvato grazie alla regola vigente che prevede il silenzio assenso per le decisioni del Campidoglio.
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Marketing gay oriented
Per i mas media e per le agenzie che si occupano di marketing e comunicazione i gay sono considerati big spender e fanno parte di categorie ben precise. In linea di massima i gay vengono considerati per l'alta propensione all'acquisto di beni leisure, per la sensibilita' alla comunicazione target-oriented, per la tendenza ai prodotti innovativi, per l'auto-identificazione attraverso il consumo e soprattutto per l'alta sensibilita' ai community-trend. A tutto questo si affianca la consapevolezza, da parte delle aziende, dell'alto tasso di fidelizzazione che i gay possono garantire alle aziende e alle operazioni che superino il "momento della verita'". Coscienti di questi parametri particolarmente succulenti le agenzie pubblicitarie, soprattutto all'estero, si buttano a capofitto su un mercato che puo' garantire un'alta redditivita'.
Sulla base di queste linee guida la Virgin Mobile canadese ha commissionato alla Juniper Park una campagna e l'agenzia incaricata ha deciso di puntare dritta ai big spenders nordamericani e lanciare una pubblicità decisamente orientata.
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E’ una questione d’amore
Già, è proprio così: è una questione d'amore. La traduzione del titolo del libro di Alex Sanchez, che ho letto tutto d'un fiato, nel giro di una notte, rende molto bene le 180 pagine scritte in uno stile fresco e cristallino, anche se tradiscono l'originale "The God Box".
Quando la smentita e' peggio delle dichiarazioni
Solo pochi giorni fa gli organi di stampa riportavano le dichiarazioni del cardinal Javier Lozano Barragan, Presidente Emerito del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, secondo cui "trans e omosessuali non entreranno mai nel Regno dei Cieli". Le reazioni generali sono state, ovviamente, polemiche visto il trito argomentare delle dichiarazioni e vista la posizione del dichiarante. Evidentemente le polemiche, provenienti da tutto il mondo, sono state sufficientemente forti da spingere qualcuno a rivedere la posizione e chiedere a Barragan una qualche rettifica. Il cardinale ha quindi scelto di affidare a Zenit, agenzia di stampa cattolica, una smentita sostenendo di non aver "mai dichiarato che agli omosessuali e' preclusa la via che conduce in Cielo". Come di consuetudine Barragan ha imputato tutto ai media che avrebbero "estrapolato dal contesto" le sue dichiarazioni che si rifacevano semplicemente a citazioni bibliche, "nello specifico la Lettera di San Paolo ai Romani (1, 26-27), in cui si condanna moralmente la pratica dell'omosessualita'". In pratica Barragan ha scaricato la colpa su San Paolo. Cercando di mitigare le proteste smentisce di aver mai detto che "che un omosessuale non si possa salvare". Qui sta l'inghippo: Barragan non dice di aver sbagliato, o smentisce che San Paolo abbia bollato alla dannazione gay e lesbiche senza speranze di salvezza perche', sempre secondo Barragan, un omosessuale "si puo' salvare"! Tutti contenti a questo punto?
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Come e' bello sbagliare
Meno di un mese fa un consigliere comunale di Palermo, Stefania Munafo', aveva espresso non solo "solidarieta' a chi ama chi vuole" ai due ragazzi cacciati da un locale perche' gay ma si era spinta ben oltre dichiarando che si sarebbe mossa per presentare "una mozione in consiglio, magari provando a coinvolgere anche Arcigay, per attivare da parte del Comune azioni di sensibilizzazione contro l'omofobia". Si era in piu' espressa in maniera chiara contro le discriminazioni e in favore delle persone ommosessuali. Ai tempi dei fatti il dubbio era che, di fronte alle solite barricate e motivazioni da parte del PdL, la Munafo' si sarebbe arrestata e non avrebbe portato avanti quelle che dichiarava essere le proprie intenzioni. A quanto pare i dubbi erano infondati e proprio in queste ore sono stati smentiti dalla presentazione di una mozione da parte di Stefania Munafo' in consiglio comunale proprio sull'omofobia. Mai smentita e errore furono maggiormente ben accetti da queste parti. Felici di esserci sbagliati lodiamo il lavoro della Munafo' e pubblichiamo di seguito il testo della mozione da lei presentata.
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Fi(n)occhi 2: un grande ritorno
Dal Gianicolo a Ponte Milvio i fiocchi rossi che ricordano la giornata di mobilitazione mondiale per l'AIDS sono apparsi attorno ai lampioni dello storico ponte. BoaRosa ha voluto ricordare a suo modo anche quest'anno il World AIDS Day e ha allestito alle prime luci del mattino Fi(n)occhi2.
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Si passa alla presa per i fondelli
Alla vigilia del World AIDS Day il Pontefice ha esortato durante l'Angelus i fedeli a moltiplicare e coordinare gli sforzi perche' si giunga a fermare e debellare questa malattia. "La Chiesa - ha aggiunto - non cessa di prodigarsi per combattere l'Aids, attraverso le sue istituzioni e il personale a cio' dedicato". Qualcuno si e' chiesto se fosse nuovamente caduto in bagno e stavolta avesse battuto la testa invece del polso ma Ratzinger ha immediatamente aggiunto: "Esorto tutti a dare il proprio contributo con la preghiera e l'attenzione concreta, affinche' quanti sono affetti dal virus HIV sperimentino la presenza del Signore che dona conforto e speranza". Tutto secondo copione quindi: nemmeno un pensiero sulla prevenzione e nessun dietrofront sulle posizioni anti-preservativo della Chiesa cattolica.
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Viaggio verso me
Un viaggio, l'autostrada, un ragazzo che va verso il proprio amore e scopre che il viaggio e' dentro se stesso. "Viaggio verso me", nuovo romanzo di Gabriele Sannino edito da WLM, e' la storia di Alessio e del suo viaggio lungo l'autostrada, un viaggio che ha deciso di compiere per andare a trovare la persona che ama piu' di chiunque altro al mondo, una persona che lo ha restituito alla vita, che gli ha reso tutto il carico d'amore che era pronto a donare al prossimo. E' un viaggio che il protagonista compie non solo fisicamente - in autostrada, dove incontra persone, incrocia sguardi, sofferenze, gioie e dolori - ma soprattutto dentro se stesso alla ricerca del proprio passato e di un senso per la vita e le sofferenze che ha dovuto subire. "Viaggio verso" me e' un viaggio nell'anima, un viaggio che ciascuno di noi dovrebbe compiere. Alessio e' uno di noi, un uomo con le sue cicatrici, una persona che ha sofferto e, volontariamente o meno, inflitto sofferenza. E' un esempio di come tutti possiamo trovare una strada per essere felici, che non sta nell'avere ma semplicemente nell'essere.
Intervista con l'autore
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Lo strano rispetto lessicale post-mortem
La storia di Brenda, la trans coinvolta nel Marrazzo Gate e morta in circostanze quantomeno oscure, sta assumendo contorni e sfumature sempre piu' grottesche. Ad una vicenda gia' di per se "complicata" si aggiungono dettagli di cronaca giudiziaria e cronaca nera che in un film creerebbero al svolta verso la spy story. Dopo la sua morte, pero', sono cambiate anche alcune sfumature legate alle persone trans in generale e al modo di rivolgersi al loro mondo. Senza entrare nella vicenda politico-giudiziaria e nella morte di Brenda concentriamoci solo sull'aspetto sociale delle trans in TV. Da quando e' scoppiato questo caso Branda e le sue amiche, colleghe e le persone trans in generale, sono state trattate in maniera a dir poco pressappochista dalla quasi totalita' della classe giornalistica e politica. Il primo segno di non rispetto che e' stato dimostrato nei loro confronti e' quell'insistente uso (sbagliato!) dei generi. Brenda e le amiche, secondo stampa e TV, erano dei transessuali. Sempre rigorosamente al maschile. Se "la definizione di se' e' il primo diritto" pero' il genere andrebbe concordato con l'apparenza e quindi con il traguardo finale di quel percorso intrapreso. In altre parole sarebbe giusto parlare di trans al femminile per chi da uomo si fa donna e al maschile per chi fa il percorso inverso. Con giornalisti e politici italiani pero' non c'e' niente da fare Branda e le altre rimangono rigorosamente dei trans nel migliore dei casi. Su Brenda, pero', si sta avverando qualcosa di davvero grottesco dopo la morte. Improvvisamente nelle trasmissioni TV di questi giorni la maggioranza dei giornalisti e dei politici si rivolgono alla sua memoria con il genere giusto. Ne parlano al femminile.
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Confusione dei ruoli
Se leggi un titolo come "La Carfagna da' lezioni a Stoccolma" hai un sussulto. Qui c'e' qualcosa che non va, devono aver fatto confusione tra chi insegna e chi apprende (o almeno dovrebbe farlo). Invece secondo i soliti de Il Giornale non c'e' niente di storto in un simile titolo. A quanto pare basta riportare che la Carfagna abbia detto "cancellare le distanze, battere le discriminazioni in qualunque forma si presentino e smetterla di considerare questi temi, quelli che riguardano la liberta' delle persone, come di serie B" basta per darle il titolo di professoressa delle pari opportunita' in grado di dare lezioni anche all'evolutissima Svezia. Certo, secondo molti dei lettori de Il Giornale, la Svezia e' tutt'altro che avanti in questi temi visto che prevede il matrimonio tra persone dello stesso sesso anche in chiesa, l'adozione per gay, lesbiche e sigle, sta pensando di promuovere una legge per le quote blu visto che le donne a quanto pare sono piu' impegnate e piu' presenti in politica e ai vertici dirigenziali e ha fatto della lotta ad ogni tipo di discriminazione un baluardo talmente "alto" da renderlo davvero lontano come standard per quasi ogni Paese occidentale.
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Di nuovo alle urne in California
Il referendum che nel giro di una notte ha spazzato via i diritti di migliaia di coppie gay e lesbiche in California ha fatto scuola e anche nel Maine si e' ripetuta la pratica dei "diritti a maggiornaza". In California, pero', non ci si arrende di certo e ci si prepara per una nuova battaglia. I sostenitori dei matrimoni per le coppie composte da persone dello stesso sesso infatti hanno appena lanciato una campagna mediatica per rilanciare le proprie rivendicazioni e tentare di rovesciare ancora una volta la situazione abolendo nuovamente il divieto imposto dalla Prop8. La speranza e' di riuscire ad essere il primo stato USA a convincere gli elettori del loro errore e spingerli a riconoscere il diritto al matrimonio per gli omosessuali. Finora, infatti, gli stati in cui i "matrimoni gay" sono riconosciuti (Iowa, Connecticut, Massachusetts, New Hampshire e Vermont) questo diritto e' stato raggiunto attraverso azioni legali o legislative e non certo grazie alla spinta della societa' civile unita in una battaglia di civilta' e riconoscimento. In oltre ogni volta che il tema e' stato sottoposto ad una decisione degli elettori i matrimoni "per tutti" sono stati respinti anche grazie ad enormi pressioni mediatiche, e non solo, delle varie chiese.
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Piddiellina pro-gay
Il "caso" dei due ragazzi che erano stati buttati fuori da un locale di Palermo pare si sia concluso con le pubbliche scuse dei proprietari del Birimbao che promettono anche sanzioni per il buttafuori incriminato. L'eco di quanto avvenuto in Sicilia, pero', a fatto in tempo ad alimentare le solite polemiche italiane e le ancor piu' solite dichiarazioni di solidarieta' delle quali ancora non s'e' ben capito cosa dovrebbero farsene le vittime dell'omofobia. Tra tutte le dichiarazioni piu' o meno forti e/o piu' o meno scontate dei politici locali e nazionali una dovrebbe rimanere in un certo senso alla storia. Tra coloro che si sono schierati dalla parte dei due giovani infatti, e' comparsa anche Stefania Munafo', vice capogruppo Forza Italia al consiglio comunale, che ha postato sulla sua bacheca FaceBook un messaggio che rischierebbe, se l'Italia avesse memoria, di inchiodarla in futuro: "Sabato sera gravissimo avvenimento alla discoteca Birimbao di Palermo: minacce e botte per un bacio tra due gay. E' assurdo che avvengano cose di questo tipo nella quinta citta' d'Italia. e' assurdo che ci sia qualcuno che vuole difendere chi ha commesso questo grave gesto di incivilta' e di omofobia. solidarieta' a chi ama chi vuole. Sono due ragazzini, non avranno piu' di 25 anni. Sara' gia' abbastanza complicato, per loro, vivere il loro amore.
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La Francia cambia
All'inizio del 2008 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo aveva condannato la Francia per atti discriminatori nei confronti di una quarantacinquenne lesbica che si era vista negare un'adozione. Ad un anno di distanza la prima sentenza francese e' stata ribaltata e per la prima volta e' stata riconosciuta una adozione da parte di una coppia omosessuale. Il tribunale civile di Besancon ha infatti dato il via libera a Emanuelle e alla sua compagnia per le pratiche per l'adozione riconoscendo la sentenza di Strasburgo e annullando le due precedenti decisioni delle autorita' regionali. Dopo anni di battaglie e un ricorso alla Corte Europea le due quindi potranno riuscire ad adottare dei figli. Questa sentenza, abbinata a quella europea, ha stimolato il dibattito civile e politico che, per la prima volta, ha visto cambiare le percentuali tra favorevoli e contrari all'adozione da parte di coppie e singles omosessuali. Il 57% dei francesi si dice oggi favorevole all'adozione per le coppie omosessuali rispondendo ad un sondaggio statisticamente valido condotto dalla BVA contro un ben piu' esiguo 41% di contrari. Il sondaggio ribalta i precedenti sulla stessa materia che nel migliore dei casi avevano visto perdere i favorevoli con un 48% a 50%.
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