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  • Itabolario

    http://www.ilpost.it/?s=itabolario&x=0&y=0

    • Non bisognerebbe mai morire, non fosse che per evitare di essere commemorati nonostante quante precauzioni si siano prese. Prendiamo il caso di Edmondo Berselli, morto esattamente un anno fa all’età di 59 anni, a distanza di sicurezza per vedersi attribuire l’etichetta di “venerato maestro”; e che tuttavia oggi ci manca parecchio ma soprattutto un po’ dovunque, e non si sa bene da quale parte iniziare a ricordarlo per quanto la sua intelligenza è stata versatile.
    • Francesco de Sanctis, uno dei padri degli studi storici sulla letteratura italiana e uno dei primi ministri dell’istruzione pubblica del Regno d’Italia, pubblicava nel 1870-’71 la sintesi più nota sulla nostra letteratura: Storia della letteratura italiana.

       

      Il titolo è disarmante per la sua (apparente) semplicità e per l’idea che fissa e che ci ha influenzati per un secolo: l’Italia esiste perché esiste la sua letteratura. È un giudizio, un percorso stabilito, una storia che si compie. Il lettore, lo studente e il cittadino, percepiscono così una linea evolutiva che è allo stesso tempo culturale, “essenzialista” (perché ambisce anche a stabilire un’essenza dell’Italia) e politica. Quel titolo nuovo e geniale vedeva già tutto in funzione di una lingua unitaria e unificante. Senza dire ancora nulla dell’unità politica italiana appena raggiunta, ne rendeva evidente una delle ragioni ideologiche più forti, la lingua e la sua storia. Non solo: i titoli dei primi due capitoli del primo volume, I Siciliani e I Toscani, incardinavano la storia della letteratura in quei due fuochi culturali e geografici delle origini che ritrovavano finalmente solidarietà linguistica e politica. Un’impresa del Risorgimento insomma, un Risorgimento appena compiuto.

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    • Ipocrisia e furbesca equidistanza («quello stare in sull’ambiguo e tenersi nel mezzo e lasciarsi dietro l’uscita»: ivi, p. 224), verbosità parolaia, sentimentalismo e sdolcinatezza, teatralità e gesticolare smodato, temperamento allegro o buffonesco, pigra indolenza mista a estenuazione, mancanza di spina dorsale (quando non effeminatezza: OMOSESSUALE [1950]) e scarsa attitudine alle imprese militari, inclinazione alla piaggeria e all’obbedienza, individualismo e refrattarietà al bene pubblico. Il catalogo allestibile dei molti vizi che, specialmente dall’età illuministica in avanti, ci sono stati rimproverati farebbe invidia a quello delle conquiste femminili del Don Giovanni mozartiano, snocciolate dal servo Leporello, e potrebbe essere facilmente arricchito di altri, ben riconoscibili tipi italiani: familisti, campanilisti (BURINO [1908]) e provinciali, arrivisti, attendisti e opportunisti (TRASFORMISMO [1882]), spacconi, caciaroni e pasticcioni, avidi e calcolatori, vendicativi e rancorosi, trasandati e avvezzi «a vivere in mezzo al sudiciume» (Prezzolini, 1910/1974, p. 327), superstiziosi e baciapile, materialisti e gaudenti, sospesi, incoscienti o irrisolti (VITELLONE [1953]), gattopardeschi o retrogradi, inadempienti o fannulloni, degenerati o immorali, mafiosi o corrotti, campioni di clientelismo e fautori dello Stato assistenziale, protettivi verso i figli e ricambiati prontamente da mammoni e bamboccioni (MAMMA [1957]). A completare il ritratto dell’italiano doc, nei suoi connotati più riconoscibilmente stereotipici, la nomea di grande mangiatore di PIZZA [1889] e pastasciutta (spaghetti e maccheroni), il cicisbeismo e la maestria nell’arte della seduzione o dell’abbordaggio (PAPPAGALLO [1934]), l’immancabile famiglia – meglio se numerosa – da mantenere («La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Ho famiglia»: Longanesi, 1947, p. 260), l’attività di cicerone o venditore di souvenir, suonatore d’organetti e mandolini, lustrascarpe o albergatore (Sacchetti, 1971, p. 193), l’appartenenza all’élite dei soliti dritti o alla moltitudine dei poveri fessi (FESSO [1920]) e la fedeltà al mito, che il governo italiano e le forze alleate nutrirono di nuova linfa dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 (cfr. Focardi, 2001), di un’intera nazione composta di buoni cristiani: «gli “italiani brava gente”, un popolo buono, umano, fondamentalmente non guastato dal fascismo e dalla sua vergognosa politica razzista, e anzi vittima della stessa guerra» (Patriarca, 2010, p. 208).
    • I cambiamenti epocali, sostiene l’economista, sono stati generati dalla convergenza tra l’utilizzo di muove fonti energetiche e nuovi regimi di comunicazione. La prima rivoluzione industriale è stat generata dall’incontro tra il motore e vapore e la stampa di Gutemberg. Dalla fine ‘800 l’incontro tra carburanti e reti di comunicazione (elettricità, radio, tv) ha dato origine alla seconda.
       La terza rivoluzione industriale sarà possibile dalla riconfigurazione delle reti elettriche e l’integrazione con le reti globali di comunicazione (web).
    • Ieri sera Alessandro Baricco è stato ospite su Raitre di Che tempo che fa. Fabio Fazio gli ha prima fatto alcune domande sul suo libro di prossima uscita, Mr Gwyn, e poi gli ha chiesto perché si scrive. La risposta è in un monologo di Baricco che comincia al minuto 11:15, e parte da un libro sul tiro con l’arco.
    • Verascienza per festeggiare l'arrivo del nuovo anno decide di regalare a tutti i suoi lettori un fantastico libro, un ebook gratuito di storia dell'astronomia scritto da Mauro Arpino, conferenziere del Planetario di Milano, che raccoglie il materiale su cui basa le sue lezioni per le scuole. Il libro di ben 155 pagine è distribuito con licenza Creative Commons e può essere scaricato, utilizzato e distribuito liberamente.
    • Oggi Umberto Eco compie 80 anni. Per festeggiare la casa editrice Baskerville pubblica gratuitamente la versione ebook del libro FENOMENOLOGIA DI UMBERTO ECO di Michele Cogo, con una introduzione di Paolo Fabbri.
        Il libro di Michele Cogo è un saggio molto documentato sulla nascita della figura pubblica di Eco come mito intellettuale contemporaneo. “Umberto Eco non è un code breaker.
    • Compie ottant’anni di Umberto Eco, nato a nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932. Semiologo, scrittore, docente universitario ed ex funzionario Rai negli anni ’50, Eco ha fatto parte del Gruppo 63 e ha scritto il suo primo romanzo, Il nome della Rosa, nel 1980. A Mike Bongiorno dedicò, nel 1961, il saggio Fenomenologia di Mike Bongiorno, all’interno di Diario Minimo, dove scriveva: «L’uomo circuito dai mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze».
    • Google oggi dedica il suo doodle a Charles Dickens per il bicentenario della nascita. “Il Grande burattinaio”: se esiste un autore cui l’appellativo calza a pennello è Charles Dickens, l’epitome del romanziere vittoriano di cui oggi ricorre il bicentenario della nascita. La critica dell’epoca – e fino ai primi decenni del Novecento – non è mai stata tenera con Dickens: era considerato un autore da feuilleton – il che tecnicamente era vero: i romanzi venivano pubblicati a puntate – e dai personaggi (specie quelli femminili) privi di una vera profondità psicologica, appunto dei burattini. 
    • Cari lettori,

        

      nel suo libro ben documentato e altamente   istruttivo "Collasso.   Come le società scelgono di morire o   vivere" (chi non abbia   il libro e sappia l’inglese, può vedere "il film"), Jared Diamond ripete una domanda che   è stata pensata da decine di antropologi nello studiare l'isola di   Pasqua e il suo collasso dovuto all’eccessivo sfruttamento delle poche   risorse di cui disponeva: cosa pensò l'uomo mentre stava tagliando   l'ultimo albero? 

    • "Il guscio vuoto" è il libro che raccoglie gli scritti del grande cronista scomparso, un racconto di come è stata svuotata, negli ultimi 20 anni, la nostra democrazia. Una mutazione colta mentre avveniva, negli scandali di cui è stata intessuta l'esperienza di governo del Cavaliere 
    • A parole, è una scelta che tutti respingono. I fatti la confermano continuamente: "O i figli o il lavoro". Non poteva essere più diretto, e tagliente, il titolo dell'ultimo libro della giornalista Chiara Valentini, in libreria, per Feltrinelli, dal 7 marzo. Un'indagine sulla difficoltà di conciliare lavoro e maternità, colma di storie e di emozioni. Un'analisi su quanto costi veramente diventare mamme. In Italia, più che in tutto il resto d'Europa. Qui di seguito un estratto dal primo capitolo.
    • Il 9 marzo del 1776 veniva pubblicata “La ricchezza delle nazioni”, bibbia dei moderni studi economici e testo fondamentale del pensiero liberale. Vi proponiamo una lettura ragionata di quel libro, diventato, nel tempo, una specie di compendio di slogan del liberismo da bar. Mentre invece un suo studio attento aiuta a capire che lo Stato e le regole, per Smith, erano molto importanti. E lo erano, perfino, le norme a tutela degli operai.
  • Mar 12, 12

    Incipit di Sulla Strada, Jack Kerouac (Lowell, 12 marzo 1922 - St. Petersburg, 21 ottobre 1969)

    • “La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che io e mia moglie ci separammo”
    • In virtù del ruolo che rivestono all’interno della società e grazie alla loro profonda conoscenza del territorio e delle risorse naturali le donne, anche grazie alla giornaliera pratica di scelte sostenibili, sono ormai divenute protagoniste nella lotta alla tutela ambientale e del territorio. 
  • Mar 17, 12

    Siete giovani, volenterosi, avete finito di studiare più o meno nei tempi giusti, ma nonostante master, stage, corsi di formazione non avete ancora un lavoro che vi permetta di mantenervi? Eleonora Voltolina ha raccolto le storie di una generazione che non arriva a mille euro al mese. E non ci sono solo i soliti noti del precariato (artisti, giornalisti, ricercatori…), ormai anche categorie come medici, avvocati e architetti ingrossano l'esercito dell'Italia sottopagata. Linkiesta vi propone un capitolo del libro Se potessi avere 1000 euro al mese, relativo alle false partite Iva, che servono solo a mascherare da lavoro autonomo dei rapporti in realtà subordinati e malpagati.

    • Lo scrittore è morto a Lisbona all'età di 68 anni. Era malato di cancro. Esperto e traduttore di Pessoa, era anche un brillante polemista. Collaborava con il nostro giornale. Napolitano: "Ha interpretato lo spirito europeo"
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